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Le generazioni della comunicazione, tutte le peculiarità di ognuna

Le generazioni della comunicazione, tutte le peculiarità di ognuna

Il processo di comunicazione è un procedimento presente in modo persistente all’interno della nostra vita. Infatti, come afferma il primo assioma della comunicazione, “Non si può non comunicare”, (per approfondimenti clicca qui),  è impossibile non comunicare un messaggio, che questo sia trasmesso verbalmente o non verbalmente, quindi attraverso i gesti.

Nonostante questo, possiamo affermare con certezza, che la comunicazione ha subito una sorte di evoluzione fisiologica come tutti i processi naturali, e questa evoluzione (o involuzione?) è andata di pari passo con l’avvento di nuove tecnologie e il passaggio da una generazione all’altra.

Proprio per questo motivo si può parlare anche di generazioni della comunicazione, cioè una categorizzazione della comunicazione diversa in base all’avvento delle nuove generazioni nel tempo.

Quindi andiamo a vedere insieme quali sono queste generazioni, e le loro caratteristiche principali!

Generazioni della comunicazione. Generazione X.

Chi fa parte della generazione X? Suddetta generazione della comunicazione va ad individuare gli individui nati tra il 1960 e il 1980. Questa generazione comprende la parte più ampia di popolazione. È soprannominata X perché fa riferimento all’opera “Generazione X” di Coupland. Questo scrittore è stato il primo a rappresentare testualmente la sezione di individui che comprende la generazione.

La generazione X è formata da persone che hanno vissuto intensamente il periodo che va dalla caduta del muro di Berlino alla fine della Guerra Fredda. Queste persone sono continuamente percorse da certezze e incertezze, ma rispetto alla generazione prima di loro (Baby Boomers), sono più poliedrici e disponibili al cambiamento. Inoltre, la generazione X è quella che ha assistito maggiormente all’evoluzione e diffusione della tecnologia fino all’introduzione di quest’ultima nelle proprie vite come elemento fondamentale e necessario.

Con gli individui appartenenti alla generazione X, la comunicazione deve essere coincisa, schietta e veloce, non tanti giri di parole ma si deve andare diritti al punto. È la generazione più presente all’interno dei social network (scopri di più sui social media, clicca qui), e non solo su uno, ma sono reperibili spesso su 2 o più piattaforme social. Nonostante questo, i mezzi di comunicazione più efficaci per raggiungerli sono le e-mail, ma anche la tv e la pubblicità online.

Generazioni della comunicazione. Generazione Y.

La generazione Y, di norma indicata come generazione dei Millennials, va da chi è nato nel 1981 al 1995, quindi coloro che hanno vissuto la loro infanzia e adolescenza completamente immersi nella tecnologia, così tanto che non si ricordano nemmeno come fosse prima.

Questa generazione è più avvezza ai social network, anche se non si lega principalmente ad uno solo, solitamente va a seconda delle mode, e passa da uno all’altro senza sosta, in questo momento per esempio la maggior parte degli individui di questa generazione si trovano su Instagram.

La comunicazione con i Millennials, (come parlare con i Millennials? Scoprilo qui), deve essere smart, e soprattutto sopra piattaforme social, infatti è molto probabile che per mettersi in contatto con un brand o scoprire la sua collezione, coloro che fanno parte della generazione Y è probabile che si rivolgano a Instagram. Quindi se si vuole puntare a questa generazione uno degli scopi principali è l’apparire sui social in modo semplice lineare ma accattivante e stimolante, in quanto i Millennials sono abituati a navigare online, e sanno cosa vogliono con precisione.

Generazioni della comunicazione. Generazione Z.

La generazione Z comprende gli individui nati indicativamente tra il 1996 e il 2010, e vengono chiamati anche Nativi Digitali. Queste persone vengono chiami così perché appunto sono coloro che non hanno mai conosciuto il mondo senza tecnologia, ma sono nati insieme a questa.

Per i ragazzi delle appartenenti alla generazione Z, possedere uno smartphone è all’ordine del giorno, non è niente di improbabile, ma anzi se non lo possiedi sei un po’ strano. La tecnologia fa parte delle loro vite come se fosse un’estensione del corpo, un processo quindi naturale e fisiologico. Infatti, secondo alcune ricerche circa ¾ degli adolescenti oggi ha un telefono cellulare, mentre soltanto il 12% dei ragazzi appartenenti a questa generazione non ne possiedono uno.

I nativi digitali non frequentano molto social media come Facebook, che in realtà è terreno fertile per i loro genitori. Anche le e-mail sono uno strumento obsoleto per loro, che difficilmente utilizzano e a stento sanno come funzionano. Solitamente i ragazzi della generazione Z comunicano esclusivamente tramite WhatsApp, ma anche sistemi di messaggistica come Direct di Instagram, proprio per questo motivo hanno un concetto molto particolare di privacy e spesso non gli danno l’importanza che questo concetto richiede, nel senso che di norma tutto viene utilizzato come fonte di informazione da essere postato online, quindi anche la sfera intima alla fine per loro può diventare pubblica senza destare nessuna preoccupazione.

Dal punto di vista dell’informazione, gli appartenenti alla Generazione Z sono abituati non a risolvere un problema da soli, cercando la causa principale, ma provando a trovare più soluzioni per lo stesso dilemma, questo grazie anche all’ampia possibilità di scovare notizie online.

Essendo così protagonisti dei social media più disparati e così bravi ad utilizzarli e sfruttarli a proprio vantaggio, questa è la generazione su cui i marchi puntano di più in quanto sono maggiormente raggiungibili e aperti alle novità, anche se, essendo continuamente bombardati da informazioni, sono particolarmente critici e capaci di giudicare in moro oggettivo e definito.

E dopo la generazione dei nativi digitali?

Queste tre generazioni sono le ultime generazioni della comunicazione, queste vanno in base alle evoluzioni della tecnologia e all’approccio che le persone hanno avuto e hanno tutt’ora con esse. Ma già all’orizzonte si comincia a vedere l’entrata sulla scena di una nuova generazione comunicativa che impareremo a conoscere più avanti.

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