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Il marketing maleducato

Marketing maleducato

Abbiamo sempre creduto e riposto fiducia nella fatidica frase “il cliente ha sempre ragione”, credendo in fondo che il cliente è la ragione per cui un’attività esiste e sopravvive. Sono i clienti a spendere i loro soldi e decidere di venire da te e non da un altro. Dunque, il cliente ha sempre ragione perché senza di lui non sopravviveresti.

Su questa legge non scritta abbiamo sempre costruito le nostre strategie di customer service e customer retention, cercando di teorizzare il business e creare regole per una valida pianificazione di marketing. Il risultato è stato sicuramente una comunicazione centrata sul cliente, che lo vede il protagonista assoluto del mercato.  Infatti, il concetto «il cliente ha sempre ragione» è un assunto che la dice piuttosto lunga sull’enorme importanza che culturalmente attribuiamo a chi viene servito, a chi fruisce, a chi consuma. Non si tratta soltanto di una frase fatta ma anche una preziosa miniera di spunti di riflessione. 

In un mercato ormai saturo di strategie di marketing che cercano di conquistare per primi nuovi clienti bisogna andare controcorrente ed invertire le regole; smettere di seguire il manuale delle teorie della comunicazione potrebbe rivelarsi la mossa vincente. Mai sentito parlare di marketing maleducato?  Ne parleremo oggi citando un esempio in particolare, ovvero quello di Burgez, la catena di hamburgerie che ha basato tutta la sua comunicazione contro ogni standard. 

il marketing maleducato di Burgez

Il Marketing Maleducato 

Marketing maleducato? Potrebbe essere definito come un ossimoro, una contraddizione di tipo paradossale che non rispecchia nessuna teoria di comunicazione fino ad oggi presentata. E’ il marketing che va contro le regole, basta falsi miti e lasciamo spazio alla creatività anche se a volte un po’ irruente. 

La filosofia aziendale cambia e ribalta le regole dell’andare sempre nella direzione opposta” calpesta anche il mito del “il cliente ha sempre ragione”.  O meglio, la cortesia di solito riservata alla clientela fa un passo indietro, per lasciare spazio al gioco e alla schiettezza. Vengono presentate strategie non convenzionali, ci si scontra sfacciatamente con tutte le teorie che potremmo trovare nei libri di testo. Ogni azione di promozione o trovata pubblicitaria ha una caratteristica precisa: la presenza di uno storytelling e storydoing irriverente, fastidioso, sagace e senza freni.

 La domanda da porci adesso è: ma funziona veramente? Dobbiamo smettere di credere alla teorie che fino ad oggi hanno accompagnato le nostre strategie? 

Per rispondere a queste domande vi abbiamo preparato un caso-studio sul quale la catena di hamburger diretta da  Simone Ciaruffoli, ha creato la sua comunicazione basata proprio sul marketing maleducato ed irruento. 

 

Il marketing maleducato di Burgez

Ma che cosa diavolo avevano per la testa quando l’hanno pensata?

Questa è la prima e normale reazione di chi vede le campagne pubblicitarie firmate Burgez.  Pubblicità comparativa, riferimenti erotici, toni sopra le righe, vaffa serenamente rivolti alla clientela, annunci di lavoro al veleno, meme dissacranti: la catena di hamburgerie attinge a piene mani dal libro nero del marketing proibito e riversa (principalmente, ma non solo) sui social il frutto di tale stregoneria. Eppure, insulto dopo insulto, la catena alimentare è riuscita a farsi spazio nel mercato, arrivando ad espandersi dall Upper side fino ad 11 tra le più importanti città italiane. 

Burgez non ha semplicemente cambiato le regole del gioco: le ha studiate, comprese e totalmente rivoltate. Se il marketing base insegna “A”, la catena di fast food trova il modo di fare “B”. 

In un mondo troppo attento al politically correct, attento a cosa dire e come dirlo, una ventata contro corrente risulta molto apprezzata dalla società e quindi dai consumatori. Proprio il fatto di essere in pochi o addirittura gli unici ad usare questo tono of voice, crea una sorta di unicità ed interesse che cattura l’attenzione.  

 

In conclusione 

In fine, possiamo affermare che non è sempre necessario seguire le regole, a volte possono essere anche infrante. Ci teniamo a precisare che ogni prodotto necessita di uno studio approfondito sulle proprie caratteristiche per trovare la chiave giusta per pubblicizzarlo. Non sempre è possibile effettuare il marketing maleducato, ma ciò che si può sempre fare è differenziarsi dalla massa, essere creativi e creare strategie ad hoc come quella sopra indicata. Per far ciò , il nostro team di consulenti è a tua disposizione per trovare la soluzione adatta a te ed al tuo business, non esitate a contattarci anche solo per mangiare uno schifosissimo Burgez insieme.

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Il marketing maleducato

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